SCUOLA: RISARCIBILE ANCHE LO STUDENTE CHE ASSISTE AI MALTRATTAMENTI
- DOTT.SSA DE ZORDO VERONICA

- 5 giorni fa
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Con la sentenza n. 30123/2025, la Corte di Cassazione segna una svolta storica in tema di tutela dei minori nelle scuole. Da oggi, ha diritto al risarcimento anche lo studente che, pur non essendo stato fisicamente colpito, ha assistito a maltrattamenti sui propri compagni.
Un principio che riconosce la violenza assistita come fonte autonoma di danno psicologico risarcibile, in piena applicazione dello spirito del Codice Rosso (L. 69/2019).
Il caso trae origine da una vicenda accaduta in un asilo, dove alcuni alunni erano sottoposti a urla, strattonamenti e umiliazioni da parte di alcune insegnanti.
Un bambino, pur non essendo mai stato toccato, ha riportato sintomi da stress post-traumatico.
I giudici di merito avevano escluso il risarcimento, ritenendo che l’assenza di violenze dirette escludesse la responsabilità.
La Cassazione ha ribaltato questa impostazione, riconoscendo che la sofferenza psichica causata dall’assistere a comportamenti violenti rappresenta un danno ingiusto, in quanto mina la serenità e la sicurezza del minore.
Gli educatori hanno dunque l’obbligo non solo di astenersi da condotte violente, ma anche di garantire un ambiente scolastico emotivamente protetto per tutti.
L’intero impianto pedagogico deve fondarsi sul rispetto e sulla tutela dell’integrità psicologica del bambino.
La decisione obbliga ora le istituzioni scolastiche a rivedere i propri protocolli di prevenzione e vigilanza, responsabilizzando ogni figura educativa nella gestione del clima della classe.
Non è più sufficiente evitare la violenza diretta: ogni bambino ha diritto a non assistere alla violenza altrui, perché anche quella è una forma di trauma.
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