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BABY SITTER E SPESE STRAORDINARIE: ATTENZIONE AL NUOVO PROTOCOLLO DI MILANO 2025

  • Immagine del redattore: DOTT.SSA DE ZORDO VERONICA
    DOTT.SSA DE ZORDO VERONICA
  • 21 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
Giovane donna consegna un foglio a una coppia seduta sul divano durante una discussione familiare, simbolo di conflitto o disaccordo genitori-figlia.

Se il figlio passa qualche pomeriggio con una baby sitter, chi paga? E se i genitori sono separati? La risposta non è scontata, e dal 2025 il Protocollo del Tribunale di Milano chiarisce con forza che questa voce non è compresa nell’assegno di mantenimento.

La baby sitter, infatti, rientra tra le spese straordinarie, cioè quelle da rimborsare a parte e che richiedono un accordo preventivo tra i genitori. Non basta dire “serviva”, bisogna concordare prima sia la necessità che il costo. È un principio chiaro: senza intesa, l’altro genitore può legittimamente rifiutare il rimborso.

Esempio pratico: se la madre assume una baby sitter per coprire due pomeriggi a settimana, senza informare il padre né condividerne il costo, non potrà automaticamente chiedere metà della spesa. Se invece entrambi firmano un’intesa (anche via email o PEC), allora ciascuno dovrà rispettare l’impegno preso.

E se l’accordo non c’è? Il genitore può comunque sostenere la spesa, ma per ottenere il rimborso dovrà dimostrare che era necessaria (es. per orari di lavoro incompatibili), che l’importo è proporzionato (es. non eccessivo rispetto al reddito di entrambi) e che riguarda l’interesse del minore.

Il Protocollo stabilisce anche termini precisi:

  • la richiesta va fatta per iscritto;

  • l’altro genitore ha 10 giorni per rispondere;

  • se non risponde, vale il silenzio-assenso;

  • la documentazione va inviata entro 30 giorni dalla spesa;

  • il pagamento va fatto entro i 15 giorni successivi.

Altro esempio: se il padre anticipa una spesa per una baby sitter occasionale durante una vacanza, potrà chiederne metà solo se ha avvisato e giustificato la scelta in anticipo. Altrimenti, rischia un rifiuto legittimo.

In sintesi: la baby sitter è una spesa extra, serve accordo scritto. Niente è implicito, tutto deve essere tracciabile. Chi agisce da solo, rischia di pagare da solo.

Per evitare conflitti e garantire trasparenza, il consiglio è uno solo: formalizzare ogni decisione. Anche una semplice email, se chiara e tempestiva, può fare la differenza.

Per approfondire, contattaci: Studio Legale Avv. Maria Bruschi – consulenza su separazioni e diritto di famiglia. Seguici per altri aggiornamenti.

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