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  • Immagine del redattoreStudio Legale Bruschi

Criptocrack The Rock Trading

È il secondo caso di un “fallimento” con valute virtuali

Ecco che cosa fare

Stefano Elli


La procedura di liquidazione giudiziale di The Rock Trading, è stata ufficialmente aperta dal Tribunale di Milano lo scorso 12 aprile.

La giudice delegata a seguire la vicenda è Caterina Macchi, mentre il curatore designato è Luigi Giovanni Battista Saporito. L’udienza per l’esame dello stato passivo sarà il 25 ottobre 2023, mentre il termine per le presentazioni delle domande d’insinuazione è stato fissato al 25 settembre 2023.

Si tratta del secondo caso in Italia che vede una piattaforma exchange attiva sulle criptovalute protagonista di una procedura concorsuale. Il primo è stato quello del fiorentino Bitgrail un altro exchange gestito da due società italiane, la WebCoin Solutions e la BG Services entrambe dichiarate fallite nel 2019 dal Tribunale di Firenze. La procedura è stata seguita dai curatori Gian Pietro Castaldi (commercialista) e Tommaso Ariani (avvocato). Castaldi non ha problemi ad ammettere le particolari difficoltà incontrate nell’avventurarsi in un terreno scivoloso come quello delle criptovalute. «Non è stato un lavoro semplice – spiega a Plus24 – innanzitutto per la particolarità della materia che, già di suo, non è di comprensione automatica, eppoi per il lavoro di ricostruzione sia delle posizioni dei singoli+ clienti sia degli attivi: per esempio non è stato per nulla semplice ricostruire le migliaia di posizioni aperte, identificarle e attribuire loro i crediti». Ciononostante, a scanso di insinuazioni ultra tardive o di opposizioni dell’ultima ora, i due professionisti prevedono di concludere la procedura loro affidata entro l’anno in corso con la restituzione del 100% ai creditori degli attivi recuperati.

Tempi lunghi, dunque, ma la missione non appare poi così impossibile. Tornando alla vicenda di The Rock Trading, Maria Bruschi, avvocata di Vittorio Veneto (Treviso), autrice tra l’altro di un volume dal titolo: “Criptovalute, cosa sono e come non farsi male”, segue da sola oltre 250 clienti della piattaforma milanese e sottolinea: «È bene che gli investitori che sono interessati a insinuarsi al passivo si muovano per tempo. L’istanza di insinuazione al passivo, cioè la domanda tramite cui i creditori di una società sottoposta a liquidazione giudiziale (il vecchio”fallimento”) chiedono l’ammissione del loro credito al passivo della procedura per poter ottenere il soddisfacimento del proprio credito va fatta prima possibile.

Nel caso della The Rock Trading la domanda va effettuata esclusivamente via pec all’indirizzo: lg203.2023milano@pecliquidazionigiudiziali.it e deve contenere: 1. l’indicazione della procedura a cui si intende partecipare e le generalità del creditore; 2. l’ammontare del proprio credito; 3. l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che costituiscono la ragione della domanda; 4. l’eventuale indicazione di un titolo di prelazione (che in questo caso è chirografario); 5. l’indirizzo pec sul quale si richiede di ricevere ogni futura comunicazione.

Anche se la domanda può essere presentata personalmente – prosegue Bruschi – si consiglia di farsi sempre seguire da un legale o da un professionista del settore, dato che ad oggi non ci sono molti precedenti giurisprudenziali, oltre a questo se la domanda risultasse inammissibile, la presenza di un legale per presentare opposizione sarebbe necessaria».

Ma quali documenti è necessario procurarsi e presentare per potere insinuarsi alla procedura? A rispondere è ancora Bruschi: «Trattandosi di una procedura particolare è necessario presentare il proprio profilo utente (nome, cognome, i documenti di identità e indirizzo email). È necessario anche procurarsi il saldo del proprio portafoglio, sia in criptovalute, sia in euro, al 31 dicembre 2022, al 17 febbraio 2023 (data in cui è stato annunciato il blocco dell’operatività dell’exchange) e al 31 marzo 2023; è necessario anche presentare il file Csv contenente tutte le transazioni effettuate; le contabili dei bonifici di versamento ed eventuali prelievi e/o copia degli estratti conto da cui si evincano le movimentazioni (formato Pdf); le email ricevute per l’attivazione dell’account e qualsiasi altra operazione, oltre all’attestazione dei depositi.

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