• Studio Legale Bruschi

CORONAVIRUS E SEGNALAZIONE EX ART. 650 C.P.: COME COMPORTARSI.

COSA FARE IN CASO DI DENUNCIA EX ART. 650 C.P. A SEGUITO DI INOSSERVANZA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE PER L'EMERGENZA CORONAVIRUS.


Il Decreto del Consiglio dei Ministri dello scorso 8 marzo ha stabilito il divieto per chiunque di transitare lungo le nostre strade - soprattutto al di fuori del comune ma anche all’interno dello stesso - se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o di vita quotidiana. Con il termine “comprovate” si vogliono indicare tutte quelle necessità che devono poter essere dimostrabili (ad es. chi si recherà al supermercato o in farmacia dovrà esibire, al momento del controllo, lo scontrino fiscale attestante l’uscita o chi si recherà al lavoro dovrà comprovare il rapporto lavorativo esistente presso il proprio datore). Per questo motivo è fondamentale scaricare, stampare e compilare l’autocertificazione - così come di recente modificata - e portarla sempre con sé.


In questi giorni, invero, le pattuglie ai posti di blocco fermano - in maniera del tutto casuale - le persone e le autovetture che transitano per le strade chiedendo le ragioni e la direzione dello spostamento. Qualora, infatti, il motivo del passaggio non dovesse rientrare in una delle esigenze sopra indicate e, pertanto, il transito non dovesse essere essenziale, le Forze dell’Ordine procederanno a identificare la persona mediante rilascio delle proprie generalità, a far eleggere domicilio per definire il luogo dove il soggetto vorrà ricevere le comunicazioni che seguiranno (ed è fondamentale che l’elezione di domicilio venga fatta presso la propria residenza e non presso lo studio dell’avvocato) e a chiedere se si conosca un difensore di fiducia da nominare (e, in caso contrario, ne verrà assegnato uno d’ufficio). Da questo momento le Forze dell’Ordine provvederanno alla comunicazione della notizia di reato per la violazione dell’art. 650 C.P. il quale disciplina l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità: invero, alla luce dell’indicato Decreto che vieta la circolazione, il circolare corrisponde, appunto, a inosservanza del provvedimento dell’autorità.


Questo reato è, specificatamente, una contravvenzione in senso tecnico, e, pertanto, non va confusa con le violazioni tipiche del Codice della Strada (quali l’eccesso di velocità o il divieto di sosta): ciò significa che a partire dal momento dell’intervento delle Forze dell’Ordine si aprirà un procedimento penale a carico della persona che viene fermata. A seguito del reato contestato, verrà solitamente irrogata una ammenda – da non confondere con la comune multa – che (al pari della reclusione e dell’arresto) è una vera e propria pena: pertanto, l’ammenda non andrà assolutamente pagata poiché procedendo in tal modo si darebbe esecuzione della pena e, conseguentemente, il reato figurerà sul personale casellario giudiziale ossia da quel momento in poi il soggetto non risulterà più incensurato (con tutte le conseguenze che questo comporta, sia da un punto di vista lavorativo che personale). Infatti, sul casellario verrà indicato che il soggetto non ha rispettato un provvedimento di pubblica autorità e ha riportato una condanna già definitiva per violazione dell’art. 650 C.P. – senza, peraltro, che sia specificato che la violazione è avvenuta a causa del Covid.19 -.

Pertanto, chi dovesse trovarsi in questa situazione dovrà innanzitutto contattare il proprio avvocato di fiducia o d’ufficio e, semplicemente, aspettare qualche mese fino a quando arriverà la notifica in busta verde o in consegna diretta da parte delle Forze dell’Ordine territorialmente competenti del Decreto penale di condanna da parte della Procura o del Tribunale del luogo di interesse. Tale atto notificato darà tempo 15 giorni all’avvocato per contestarlo e presentare un’opposizione allo stesso chiedendo - attraverso la cd. oblazione - la trasformazione di quell’ammenda inizialmente addebitata in una somma pecuniaria da pagare e, così, permettendo l’estinzione del reato e assicurando l’incensuratezza del soggetto.


Considerata la delicatezza della situazione nonché dell’emergenza sanitaria in atto, lo Studio Legale MB & Partners, con l'Avv. Maria Bruschi, si sta occupando di assistere, tramite un team legale specifico, chi dovesse necessitare di tali servizi.


Per maggiori informazioni e per rimanere sempre aggiornati, consultate le nostre news ed iscrivetevi alla newsletter nell’apposita sezione del sito.


Studio Legale Bruschi


Contatti

STUDIO LEGALE BRUSCHI

Piazza Meschio, 11/1

31029 Vittorio Veneto (TV)

Menu

Seguici

  • White LinkedIn Icon
  • Bianco Google+ Icona
  • White Facebook Icon
  • Bianco Twitter Icon

Tel. 0438 251400

Fax 0438 1890522

Copyrights © 2018 All Rights Reserved | Avvocato Maria Bruschi | P.I. 04905420263  | Informativa Privacy | Cookie Policy | Note Legali | Credits: Viadigitale.it