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BITCOIN: L’ACQUISTO DI ELON MUSK E LA NORMATIVA ITALIANA VIGENTE

Aggiornato il: feb 16

È della scorsa settimana la notizia dell’acquisto da parte di Elon Musk, founder di Tesla, di 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin. La cripto-valuta più conosciuta del mercato, sul podio insieme ad Ethereum e Ripple, è salita quindi del 10%, raggiungendo il record di 48 mila dollari.

Grazie alla mossa fatta da “Mister Tesla”, il pagamento effettuato con le cripto-valute non è più un tabù, ma ci si sta aprendo verso le transizioni eseguite tramite queste monete virtuali.

In particolare, Musk ha affermato che ci sarà la possibilità di acquistare le super macchine elettriche della sua casa automobilistica di lusso in cripto-valute. Eppure è già stato pestato da Ferrari: la prima vendita di auto avvenuta con il Bitcoin è del 22 gennaio scorso. Un padovano, esperto investitore, ha comprato la Ferrari 360 Modena da 76 mila euro tramite un versamento tutto virtuale.


Come funziona in Italia il pagamento con le cripto-valute?

Sappiamo bene che le transizioni sono diversificate e regolate distintamente da Paese a Paese. Specificatamente, in Italia la Guardia di Finanza ha dato il si al pagamento in cripto-valute purché siano rispettati tutti gli obblighi dell’antiriciclaggio.

La natura virtuale e di conseguenza anonima, il sistema decentralizzato e gli scarsi approfondimenti da parte di governi e banche fanno si che vi siano delle cripto-valute di derivazione sospetta. Nel nostro Paese, inoltre non sono ancora state definite le norme attuative e istituito il Registro speciale delle autorità di controllo per la supervisione di queste transazioni; si raccomandano pertanto tutti gli investitori di fare attenzione al loro acquisto.


Nonostante sia già stato fatto un passo avanti grazie all’intervento della BCE con il paper 247/2020, si resta in attesa che il fenomeno della cripto-valuta sia uniformato almeno nei Paesi UE attraverso un’opera di razionalizzazione e armonizzazione della materia.

In Italia, intanto, la Cassazione con la sentenza 25/09/2020 n. 26807 ha affermato che i Bitcoin costituiscono a tutti gli effetti uno strumento finanziario e che tale materia deve essere coerente con il testo unico finanziario vigente (TUF). Segnatamente nella sentenza viene specificato che è fatto divieto assoluto di vendita di Bitcoin su siti internet da parte di privati, in quanto perseguibile come reato di abusivismo finanziario.


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Studio Legale MB

Dott.ssa Roberta Girardi


Vittorio Veneto, 15 febbraio 2021



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