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BANCA POPOLARE DI BARI E QUEI BILANCI CHE NON TORNANO.

Lo scorso venerdì 31 gennaio 2020 il GIP di Bari ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Marco Jacobini, ex presidente di Banca Popolare di Bari, del figlio Gianluca Jacobini, ex co-direttore di banca, e di Elia Cirielli, responsabile della sezione bilancio, mentre nei confronti dell’ex a.d. Vincenzo De Bustis il Giudice delle Indagini Preliminari ha ordinato l’interdizione da ruoli manageriali per un anno. Peraltro nei confronti dell’ex a.d. (definito il “jolly interno” dell’Istituto) la Procura insiste per la richiesta di arresto, in quanto avrebbe avuto un ruolo determinante nella falsificazione del prospetto sulla determinazione del prezzo delle azioni nella “operazione Tercas”.

Tutto questo dopo che la Procura di Bari, nella persona del Procuratore Aggiunto dott. Roberto Rossi, aveva avviato importanti indagini su più fronti nei confronti di tutti coloro che in questi anni hanno gravitato attorno alla Popolare barese, indagati a vario titolo di false comunicazioni sociali, falso in bilancio, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e addirittura maltrattamenti ed estorsioni a danno di propri dipendenti.


La domanda che oramai abbiamo imparato a porci dopo gli insegnamenti pervenuti dai crac delle Banche Venete è questa: qual è stato il ruolo della società di revisione contabile?

Nel caso di Banca Popolare di Bari stiamo parlando di PWC (PricewaterhouseCoopers s.p.a.).

Ricordiamo che la chiusura di bilancio 2018 aveva visto la Popolare perdere ben oltre 400 milioni di euro in pochi mesi e nel dicembre 2019, dopo il commissariamento da parte di Bankitalia, era stata congelata la presentazione del nuovo bilancio, negli ultimi dieci anni sempre certificato da PWC.

Banca d’Italia afferma sul proprio sito che “analisi specifiche sul portafoglio creditizio vennero effettuate dalla società PWC nell’ambito delle attività di revisione di bilancio e d’esercizio, certificato senza rilievi [come è possibile?!] fino all’anno 2017 compreso. Nel 2018 le analisi svolte dalla stessa PWC, in collaborazione con la Banca, hanno fatto emergere la necessità di maggiori accantonamenti. Va ricordato che la Banca d’Italia non svolge compiti di certificazione dei bilanci”.

I nostri dubbi tuttavia vengono avvalorati dalle stesse inchieste giornalistiche: per esempio lo scorso 21 dicembre il Corriere della Sera segnalava come nel C.d.A delle Popolare avesse militato per anni Fabrizio Acerbis, per 14 anni Sindaco della Banca barese e – si badi bene – partner di PWC!


Per questo motivo lo Studio Legale MB & Partners, con l’avv. Maria Bruschi, sta valutando un’azione contro i revisori a tutela dei risparmiatori, come già avvenuto proficuamente nel caso dei crac delle Popolari Venete.

Un tanto anche alla luce delle trattative, tutt’ora in corso, tra i commissari straordinari e le associazioni di categoria sulle modalità di indennizzo degli azionisti, sul cui importo nulla è ancora certo, non conoscendo al momento quante risorse metterà a disposizione il Fondo Interbancario (FIR).


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