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PERDITA DEL FETO PER ERRORE MEDICO: LA CASSAZIONE RICONOSCE IL RISARCIMENTO COME PER LA PERDITA DI UN FIGLIO GIÀ NATO

Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
STUDIO LEGALE BRUSCHI
15 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

La perdita di un figlio durante la gravidanza rappresenta uno degli eventi più dolorosi che una famiglia possa affrontare. Quando tale tragedia è conseguenza di un errore medico, oltre al dolore umano si pone il problema della tutela giuridica dei genitori e dei loro familiari.

Su questo tema è intervenuta una significativa pronuncia della Corte di Cassazione, destinata ad avere un forte impatto nella materia della responsabilità sanitaria. La Suprema Corte ha affermato che la perdita del concepito, causata da condotte colpose dei sanitari, può dar luogo al risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, riconoscendo che il legame affettivo tra genitori e figlio nasce già durante la gravidanza e non soltanto con la nascita.

IL CASO ESAMINATO DALLA CASSAZIONE

La vicenda riguardava una gravidanza giunta alle fasi finali, durante la quale erano emersi evidenti segnali di sofferenza fetale.

Secondo quanto accertato nel corso del giudizio, nonostante la presenza di elementi clinici che avrebbero richiesto un tempestivo parto cesareo, l'intervento sarebbe stato ritardato, provocando il decesso della bambina.

I genitori e i nonni hanno quindi agito nei confronti della struttura sanitaria chiedendo il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale.

Nei primi gradi di giudizio il risarcimento era stato ridotto sul presupposto che il rapporto con il concepito fosse soltanto "potenziale". Tale impostazione è stata però completamente superata dalla Corte di Cassazione.

IL LEGAME GENITORIALE ESISTE GIÀ DURANTE LA GRAVIDANZA

Con l'ordinanza n. 26826/2025, la Suprema Corte ha affermato un principio di particolare rilievo.

Secondo i giudici, il rapporto tra genitori e figlio non inizia con la nascita, ma si sviluppa progressivamente durante la gestazione.

Nel corso della gravidanza i genitori costruiscono aspettative, instaurano una relazione affettiva con il bambino e organizzano la propria vita familiare in funzione del suo arrivo.

Per questo motivo la perdita del concepito non può essere considerata la perdita di un semplice rapporto "potenziale", bensì la lesione di un legame familiare già concretamente esistente.

IL FONDAMENTO GIURIDICO DELLA DECISIONE

La Corte richiama diversi principi fondamentali dell'ordinamento.

In particolare:

  • l'art. 2 della Costituzione, che tutela i diritti inviolabili della persona;

  • l'art. 31 della Costituzione, dedicato alla protezione della maternità;

  • l'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Richiamando anche la giurisprudenza costituzionale, la Cassazione riconosce una tutela rafforzata al concepito e al rapporto familiare che si sviluppa già durante la gravidanza.

COME SI CALCOLA IL RISARCIMENTO

La Corte precisa che la liquidazione del danno dovrà essere effettuata utilizzando le Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, oggi considerate il principale criterio di riferimento per la determinazione del danno non patrimoniale.

Il giudice dovrà valutare tutte le circostanze concrete del caso, tra cui:

  • la durata della gravidanza;

  • l'intensità del rapporto familiare già instaurato;

  • le conseguenze psicologiche dell'evento;

  • gli effetti sulla vita quotidiana dei genitori.

La valutazione dovrà essere personalizzata e rispettare il principio dell'integrale risarcimento del danno.

QUALI CONSEGUENZE PUÒ AVERE QUESTA PRONUNCIA

La decisione della Cassazione rafforza la tutela delle famiglie coinvolte in casi di responsabilità sanitaria.

La sentenza conferma che il danno da perdita del concepito non può essere automaticamente considerato inferiore rispetto alla perdita di un figlio già nato.

Si tratta di un orientamento destinato a incidere sulle future controversie relative agli errori ostetrici, ai ritardi diagnostici e alle omissioni terapeutiche durante la gravidanza.


 
 
 

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