ERRORE DEL DENTISTA: QUANDO PUOI OTTENERE LA RESTITUZIONE DELLE SOMME PAGATE E IL RISARCIMENTO DEI DANNI

Affidarsi a un dentista significa riporre fiducia nella professionalità del medico e aspettarsi cure eseguite secondo le regole dell'arte. Quando, però, un trattamento odontoiatrico viene svolto in modo negligente o produce risultati difformi da quelli che ci si poteva legittimamente attendere, il paziente può subire conseguenze non solo sulla salute, ma anche sul piano economico.
In questi casi è importante sapere che la legge offre strumenti di tutela. Se l'intervento è stato eseguito in maniera non conforme agli standard professionali, il paziente può avere diritto non soltanto al risarcimento dei danni, ma anche alla restituzione delle somme già corrisposte per la prestazione sanitaria.
Un'importante conferma arriva dalla sentenza n. 3582/2025 del Tribunale di Bologna, che ha affrontato il caso di un paziente sottoposto a un trattamento protesico risultato difettoso, chiarendo quali sono i diritti del paziente e gli obblighi delle strutture sanitarie.
LA RESPONSABILITÀ DELLA STRUTTURA SANITARIA
Quando un paziente si rivolge a una clinica odontoiatrica, si instaura un rapporto contrattuale tra le parti.
Ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco), la struttura sanitaria risponde contrattualmente delle prestazioni erogate e dell'operato dei professionisti che vi svolgono la propria attività.
Ciò significa che la clinica non mette semplicemente a disposizione locali e attrezzature, ma assume l'obbligo di garantire cure eseguite secondo la diligenza richiesta dalla professione medica.
Qualora tale obbligo venga violato, il paziente può agire per ottenere il ristoro dei danni subiti.
IL CASO ESAMINATO DAL TRIBUNALE DI BOLOGNA
La vicenda riguardava un paziente che si era sottoposto a un importante intervento di riabilitazione protesica per risolvere problemi funzionali ed estetici.
Dopo l'applicazione delle protesi, erano però emerse numerose criticità, tra cui:
difficoltà nella masticazione;
problemi di occlusione;
alterazioni della fonazione;
sensibilità dentale;
peggioramento della situazione clinica.
Nonostante le ripetute segnalazioni del paziente, il trattamento era stato completato senza correggere le anomalie riscontrate.
Nel successivo Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), il consulente nominato dal giudice ha accertato che la realizzazione delle protesi non rispettava le regole della buona pratica odontoiatrica e che l'intera riabilitazione doveva essere rimossa e rifatta.
LA RESTITUZIONE DELLE SOMME PAGATE
Accertato il grave inadempimento della struttura sanitaria, il Tribunale ha dichiarato risolto il contratto e ha condannato la clinica alla restituzione dell'acconto versato dal paziente.
La decisione evidenzia un principio importante: quando la prestazione sanitaria risulta gravemente inesatta e non raggiunge lo scopo per cui era stata richiesta, il paziente può ottenere la restituzione del corrispettivo già pagato.
La restituzione del compenso rappresenta una conseguenza della risoluzione del contratto e si distingue dal vero e proprio risarcimento del danno.
QUALI DANNI POSSONO ESSERE RISARCITI
Oltre alla restituzione delle somme pagate, il paziente può ottenere il risarcimento dei danni direttamente collegati all'errore sanitario.
Nel caso deciso dal Tribunale sono stati riconosciuti:
i costi sostenuti per gli accertamenti tecnici necessari a verificare l'errore;
le spese indispensabili per la rimozione delle protesi difettose;
il danno biologico temporaneo derivante dagli ulteriori interventi necessari.
Non sono state invece riconosciute le spese relative alla futura installazione delle nuove protesi, poiché tali costi sarebbero comunque stati sostenuti nell'ambito di un nuovo trattamento odontoiatrico affidato ad altro professionista.
IL DANNO MORALE NON È AUTOMATICO
Un altro principio ribadito dalla sentenza riguarda il danno morale.
Il semplice accertamento dell'errore medico non comporta automaticamente il diritto al suo risarcimento.
Il paziente deve dimostrare concretamente:
la sofferenza psicologica subita;
il turbamento emotivo;
il particolare disagio conseguente all'errore sanitario.
Nel caso esaminato, il Tribunale ha ritenuto insufficienti le prove offerte e ha escluso il riconoscimento di questa specifica voce di danno.
COME TUTELARSI IN CASO DI ERRORE ODONTOIATRICO
Chi ritiene di aver subito un trattamento odontoiatrico non conforme dovrebbe agire tempestivamente.
È consigliabile:
conservare tutta la documentazione sanitaria;
richiedere copia della cartella clinica e del consenso informato;
sottoporsi a una valutazione specialistica indipendente;
rivolgersi a un legale esperto in responsabilità sanitaria.
Una consulenza tempestiva consente di verificare la fondatezza delle proprie pretese e di individuare la strategia più efficace per ottenere il risarcimento





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