LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI NON SONO AUTOMATICHE: QUANDO LA BANCA PUÒ ESSERE CHIAMATA A RISARCIRE I DANNI
- STUDIO LEGALE BRUSCHI
- 11 ore fa
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Ricevere una segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia può avere conseguenze molto serie. Una classificazione come debitore "in sofferenza" può rendere difficile ottenere nuovi finanziamenti, compromettere i rapporti con gli istituti di credito e incidere negativamente sull'attività di imprese e professionisti.
Proprio per questo motivo la legge e la giurisprudenza impongono alle banche di effettuare una valutazione accurata prima di procedere con una segnalazione.
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio molto importante: il semplice ritardo nel pagamento di un debito non è sufficiente per qualificare un cliente come soggetto in sofferenza.
La banca deve valutare la situazione economica complessiva del cliente, verificando se esista una reale e grave difficoltà finanziaria tale da giustificare la segnalazione. In altre parole, non basta un'inadempienza occasionale o una controversia ancora in corso per procedere automaticamente all'iscrizione nella Centrale Rischi.
Quando una segnalazione viene effettuata senza il rispetto di questi criteri, il cliente può subire conseguenze economiche molto rilevanti: rifiuto di mutui, finanziamenti negati, revoca degli affidamenti e danni all'immagine commerciale.
In questi casi è possibile chiedere la cancellazione della segnalazione illegittima e, qualora venga dimostrato il danno subito, anche il risarcimento.
Per questo motivo è fondamentale non sottovalutare le comunicazioni ricevute dalla banca. Un controllo tempestivo della propria posizione può evitare conseguenze che, nel tempo, potrebbero incidere in modo significativo sulla capacità di ottenere credito.
Ogni situazione deve essere analizzata singolarmente, verificando la documentazione bancaria, il contratto e le modalità con cui la segnalazione è stata effettuata.

