CONTI DORMIENTI: COME RECUPERARE LE SOMME DIMENTICATE SU CONTI CORRENTI, LIBRETTI E INVESTIMENTI

Può capitare di dimenticare un vecchio conto corrente, un libretto di risparmio o un investimento aperto molti anni prima. Traslochi, successioni ereditarie o semplicemente il trascorrere del tempo possono far perdere traccia di rapporti bancari che contengono ancora somme di denaro.
Molti cittadini ritengono che, dopo anni di inattività, quei soldi siano definitivamente persi. In realtà non è così. La normativa italiana prevede una disciplina specifica per i cosiddetti rapporti dormienti, che consente, in determinate condizioni, di recuperare le somme anche dopo il loro trasferimento al Fondo gestito da Consap.
COSA SI INTENDE PER CONTO DORMIENTE
Un rapporto bancario o finanziario viene considerato "dormiente" quando rimane inutilizzato per un lungo periodo e presenta ancora un saldo attivo.
La disciplina riguarda, ad esempio:
conti correnti;
libretti di risparmio;
certificati di deposito;
assegni circolari non riscossi;
fondi di investimento e altri strumenti finanziari.
Affinché un rapporto venga qualificato come dormiente devono ricorrere le condizioni previste dalla legge, tra cui un periodo prolungato di inattività e l'assenza di qualsiasi manifestazione di volontà del titolare.
COSA ACCADE ALLE SOMME
Prima del trasferimento delle somme, l'intermediario è tenuto a informare il titolare e a invitarlo a effettuare un'operazione o a confermare la volontà di mantenere attivo il rapporto.
Se non vi è alcuna risposta e il rapporto continua a rimanere inattivo, le somme vengono trasferite al Fondo Rapporti Dormienti, istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito da Consap.
Questo trasferimento, tuttavia, non comporta la perdita automatica del denaro.
È POSSIBILE RECUPERARE LE SOMME?
Sì.
Il titolare del rapporto, oppure gli eredi, possono verificare l'eventuale presenza di somme confluite nel Fondo e, se ne ricorrono i presupposti, richiederne la restituzione.
La procedura richiede la presentazione della documentazione prevista, tra cui l'attestazione rilasciata dall'intermediario che certifica l'avvenuto trasferimento delle somme al Fondo, oltre ai documenti di identità e, nei casi di successione, alla documentazione ereditaria.
L'IMPORTANZA DELLE SUCCESSIONI
Le verifiche risultano particolarmente utili quando una persona decede lasciando rapporti bancari di cui gli eredi potrebbero non essere a conoscenza.
In sede di successione è opportuno ricostruire con attenzione il patrimonio del defunto, verificando l'eventuale esistenza di conti, libretti o investimenti dimenticati.
Una corretta ricostruzione patrimoniale consente di tutelare gli interessi degli eredi ed evitare che somme spettanti rimangano inutilizzate.
COME EVITARE CHE UN CONTO DIVENTI DORMIENTE
Per prevenire questa situazione è consigliabile:
effettuare periodicamente almeno un'operazione sul rapporto;
aggiornare i propri dati presso la banca;
conservare la documentazione relativa ai rapporti finanziari;
informare gli eredi dell'esistenza dei principali investimenti.
Piccole attenzioni possono evitare procedure amministrative più complesse negli anni successivi.





Commenti