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AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO: RISPONDE PERSONALMENTE SE NON PAGA LE UTENZE COMUNI? ECCO COSA HA CHIARITO LA CASSAZIONE

Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
STUDIO LEGALE BRUSCHI
3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

L'amministratore di condominio svolge un ruolo fondamentale nella gestione dell'edificio, occupandosi della riscossione delle quote condominiali, della manutenzione delle parti comuni e del pagamento dei fornitori. Tra i suoi compiti rientra anche il versamento delle somme dovute per servizi essenziali come energia elettrica, acqua, gas e riscaldamento.

Ma cosa accade se le utenze comuni non vengono pagate? L'amministratore è automaticamente responsabile nei confronti del condominio o dei fornitori?

La questione è stata affrontata dalla Corte di Cassazione, che ha precisato quando il mancato pagamento può comportare una responsabilità personale dell'amministratore e quando, invece, il debito resta esclusivamente a carico del condominio.

I DOVERI DELL'AMMINISTRATORE

L'amministratore è il rappresentante legale del condominio e, ai sensi dell'art. 1130 del Codice Civile, è tenuto a:

  • eseguire le deliberazioni dell'assemblea;

  • curare la gestione delle parti comuni;

  • riscuotere i contributi condominiali;

  • effettuare i pagamenti ai fornitori;

  • conservare la documentazione contabile;

  • tutelare gli interessi del condominio.

L'incarico richiede quindi una gestione diligente delle risorse economiche affidategli.

QUANDO NASCE LA RESPONSABILITÀ

Non ogni mancato pagamento determina automaticamente una responsabilità personale dell'amministratore.

Occorre distinguere diverse situazioni.

Se il mancato versamento dipende dalla morosità dei condomini, l'amministratore non può essere ritenuto automaticamente responsabile, purché abbia attivato tempestivamente gli strumenti previsti dalla legge per il recupero delle quote.

Diverso è il caso in cui l'omesso pagamento derivi da una gestione negligente, da omissioni ingiustificate o dall'inosservanza degli obblighi imposti dalla legge e dal mandato ricevuto.

In tali ipotesi l'amministratore può essere chiamato a rispondere dei danni arrecati al condominio.

IL CASO ESAMINATO DALLA CASSAZIONE

La controversia riguardava il mancato pagamento di utenze condominiali che aveva determinato l'interruzione di alcuni servizi comuni.

La Corte di Cassazione ha ricordato che la responsabilità dell'amministratore non può essere affermata in modo automatico.

È necessario verificare concretamente se il professionista abbia adempiuto ai propri obblighi di gestione con la diligenza richiesta dall'art. 1710 del Codice Civile, applicabile al rapporto di mandato che lega amministratore e condominio.

Solo l'accertamento di una condotta negligente può giustificare una responsabilità personale.

L'IMPORTANZA DEL RECUPERO DELLE QUOTE CONDOMINIALI

Tra i principali obblighi dell'amministratore vi è quello di contrastare tempestivamente la morosità.

L'art. 63 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile impone infatti di attivare le procedure per il recupero delle quote nei confronti dei condomini morosi.

Un ritardo ingiustificato nell'avvio delle azioni di recupero potrebbe incidere sulla regolare gestione economica del condominio e, nei casi più gravi, costituire fonte di responsabilità.

COME TUTELARE IL CONDOMINIO

Per evitare situazioni di crisi finanziaria è opportuno che:

  • la contabilità condominiale sia costantemente aggiornata;

  • vengano monitorati gli insoluti;

  • siano attivate tempestivamente le procedure di recupero crediti;

  • i fornitori siano informati sulle eventuali difficoltà di pagamento.

Una gestione trasparente e diligente rappresenta la migliore tutela sia per il condominio sia per l'amministratore.


 
 
 

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