AMAZON E GDPR: ANNULLATA LA MAXI SANZIONE DA 746 MILIONI
- STUDIO LEGALE BRUSCHI

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La disciplina europea in materia di protezione dei dati personali, contenuta nel Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), impone alle autorità di controllo non solo di accertare le violazioni, ma anche di motivare adeguatamente le sanzioni irrogate, rispettando i principi di proporzionalità e correttezza procedimentale. In tale contesto si inserisce la recente decisione del Tribunale amministrativo d’appello del Lussemburgo, che ha annullato la sanzione record da 746 milioni di euro inflitta ad Amazon dalla CNPD per presunte violazioni legate alla pubblicità comportamentale. Il giudice non ha escluso la sussistenza delle violazioni del GDPR, ma ha censurato il procedimento seguito dall’autorità, ritenendo insufficiente la valutazione del grado di colpa della società e la mancata considerazione di sanzioni alternative. In particolare, la decisione evidenzia come il legittimo interesse non possa essere utilizzato automaticamente quale base giuridica per il trattamento dei dati, soprattutto in presenza di attività invasive come la profilazione pubblicitaria. La sentenza assume rilievo sistemico poiché ribadisce che anche le autorità di controllo devono rispettare rigorosi standard motivazionali e procedurali, pena l’annullamento delle sanzioni. Il caso Amazon rappresenta quindi un precedente significativo per imprese e operatori del settore, sottolineando l’importanza di una corretta applicazione del GDPR sia da parte dei titolari del trattamento sia delle autorità.
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