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AI ACT: DAL 2026 SARÀ OBBLIGATORIO DICHIARARE QUANDO SI UTILIZZA L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

  • Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
    STUDIO LEGALE BRUSCHI
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L'intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità di imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni. Chatbot, assistenti virtuali, sistemi di assistenza clienti, generatori di testi, immagini e video sono strumenti sempre più diffusi e destinati a trasformare il modo di lavorare e comunicare.

Proprio per garantire un utilizzo trasparente e sicuro di queste tecnologie, l'Unione Europea ha approvato il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, la prima disciplina organica al mondo dedicata all'intelligenza artificiale.

Tra le novità più significative vi sono gli obblighi di trasparenza, destinati ad assumere un ruolo centrale nei rapporti tra aziende e utenti. Dal momento in cui tali disposizioni diventeranno applicabili, chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale dovrà adottare specifiche misure per informare chiaramente il pubblico quando interagisce con una macchina e quando un contenuto è stato generato o modificato mediante AI.

PERCHÉ NASCE L'AI ACT

L'obiettivo del legislatore europeo è duplice.

Da una parte favorire lo sviluppo dell'innovazione tecnologica, dall'altra tutelare cittadini, consumatori e imprese attraverso regole comuni che garantiscano affidabilità, sicurezza e trasparenza.

L'intelligenza artificiale offre enormi opportunità, ma può anche creare confusione quando un utente non è in grado di distinguere se sta dialogando con una persona oppure con un sistema automatizzato.

Per questo motivo il principio della trasparenza rappresenta uno dei pilastri dell'intero Regolamento.

COSA DOVRANNO FARE LE IMPRESE

Le organizzazioni che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale dovranno verificare attentamente come tali sistemi vengono impiegati nei rapporti con clienti, utenti e consumatori.

In particolare sarà necessario:

  • individuare i sistemi di AI utilizzati all'interno dell'organizzazione;

  • verificare se l'azienda opera come sviluppatore oppure come semplice utilizzatore delle soluzioni di intelligenza artificiale;

  • predisporre informative facilmente comprensibili;

  • aggiornare procedure interne e documentazione contrattuale;

  • definire adeguate misure organizzative per garantire la conformità al Regolamento.

CHATBOT E ASSISTENTI VIRTUALI

Sempre più aziende utilizzano chatbot per rispondere ai clienti, fornire informazioni o gestire richieste di assistenza.

Con l'AI Act diventa fondamentale che l'utente sia informato fin dall'inizio dell'interazione quando sta dialogando con un sistema di intelligenza artificiale.

L'informazione dovrà essere chiara, immediatamente percepibile e non nascosta tra le condizioni contrattuali o nelle informative sulla privacy.

ATTENZIONE AI CONTENUTI GENERATI DALL'AI

Un altro aspetto particolarmente importante riguarda immagini, video, audio e testi creati mediante strumenti di intelligenza artificiale.

L'AI Act introduce specifici obblighi di trasparenza anche per questi contenuti, con particolare attenzione ai cosiddetti deepfake, ossia contenuti artificiali che possono riprodurre persone o situazioni apparentemente autentiche.

L'obiettivo è contrastare la disinformazione e consentire agli utenti di riconoscere l'origine artificiale dei contenuti che visualizzano.

PERCHÉ LE AZIENDE DEVONO PREPARARSI FIN DA ORA

L'adeguamento non riguarda soltanto le grandi imprese.

Anche studi professionali, PMI, e-commerce, società di servizi e realtà che utilizzano piattaforme basate sull'intelligenza artificiale dovrebbero iniziare a verificare i propri processi interni.

Una corretta attività di compliance consente non solo di ridurre il rischio di sanzioni, ma anche di aumentare la fiducia di clienti e partner commerciali.

L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita, purché venga utilizzata nel rispetto delle regole europee e dei principi di trasparenza.


 
 
 

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