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VOLO CANCELLATO PER SCIOPERO: LA COMPAGNIA AEREA DEVE DIMOSTRARE CHE IL RISARCIMENTO NON È DOVUTO

  • Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
    STUDIO LEGALE BRUSCHI
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Quando un volo viene cancellato a causa di uno sciopero, molti passeggeri pensano di non avere alcun diritto al risarcimento. In realtà non è sempre così.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio di particolare rilievo: la semplice esistenza di uno sciopero non è sufficiente per escludere automaticamente la responsabilità della compagnia aerea. Spetta infatti al vettore dimostrare che proprio quel volo è stato inevitabilmente coinvolto dalla circostanza eccezionale e che non era possibile adottare misure alternative per evitare la cancellazione.

COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO EUROPEO

Il Regolamento (CE) n. 261/2004 tutela i passeggeri in caso di cancellazione del volo, ritardo prolungato o negato imbarco.

In linea generale, il viaggiatore può avere diritto a una compensazione economica, oltre all'assistenza e, in determinati casi, al rimborso o alla riprotezione su un altro volo.

Le compagnie possono essere esonerate dal pagamento della compensazione solo se dimostrano che il disservizio è stato causato da circostanze eccezionali che non avrebbero potuto evitare anche adottando tutte le misure ragionevoli.

LO SCIOPERO NON BASTA DA SOLO

La Cassazione ha chiarito che non è sufficiente richiamare genericamente uno sciopero verificatosi nello scalo aeroportuale.

La compagnia deve dimostrare, con elementi concreti e specifici:

  • che lo sciopero ha inciso direttamente sul volo interessato;

  • che esiste un collegamento effettivo tra l'evento e la cancellazione;

  • che non vi erano soluzioni organizzative idonee a limitare il disagio per i passeggeri.

In mancanza di tale prova, il diritto alla compensazione economica può permanere.

L'ONERE DELLA PROVA SPETTA AL VETTORE

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dalla Suprema Corte riguarda proprio l'onere della prova.

Non è il passeggero a dover dimostrare che lo sciopero non abbia inciso sul proprio volo.

Al contrario, è la compagnia aerea che deve fornire una documentazione puntuale e convincente per giustificare il mancato pagamento del risarcimento.

Questo principio rafforza la tutela dei consumatori e rende più rigoroso l'accertamento delle cosiddette circostanze eccezionali.

COME TUTELARE I PROPRI DIRITTI

Chi subisce la cancellazione di un volo dovrebbe conservare tutta la documentazione relativa al viaggio:

  • biglietto e carta d'imbarco;

  • comunicazioni ricevute dalla compagnia;

  • ricevute delle eventuali spese sostenute;

  • fotografie dei tabelloni aeroportuali o altre prove del disservizio.

Questi elementi possono risultare determinanti in un'eventuale richiesta di rimborso o di risarcimento.


 
 
 

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