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TELECAMERE COMUNALI: QUANDO LE IMMAGINI NON POSSONO ESSERE USATE PER FARE MULTE

  • Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
    STUDIO LEGALE BRUSCHI
  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Le telecamere installate dai Comuni non possono essere utilizzate liberamente per qualsiasi finalità. Se un impianto nasce per esigenze di sicurezza urbana, le immagini raccolte non possono essere automaticamente impiegate per accertare violazioni del Codice della Strada o per elevare sanzioni amministrative.

Il principio è stato ribadito dal Garante Privacy, che ha chiarito come l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza debba rispettare il cosiddetto vincolo di finalità. In altre parole, i dati personali raccolti attraverso le telecamere devono essere usati solo per gli scopi dichiarati e autorizzati.

Ciò significa che un Comune non può trasformare un impianto di sicurezza urbana in uno strumento generico di controllo del traffico, salvo che esista una specifica base giuridica che lo consenta. Diverso è il caso in cui dalle immagini emergano fatti penalmente rilevanti, come lesioni stradali gravi, omissione di soccorso o altri reati: in tali ipotesi i filmati possono essere acquisiti e utilizzati nell’ambito delle attività di polizia giudiziaria.

Questa distinzione è importante perché tutela i cittadini da forme di controllo generalizzato non previste dalla legge e impone alle amministrazioni pubbliche maggiore attenzione nel trattamento dei dati personali.

Per chi riceve una sanzione fondata su immagini di videosorveglianza comunale, è quindi utile verificare se l’utilizzo del filmato sia avvenuto nel rispetto della normativa privacy e del Codice della Strada.

Lo Studio Legale Avv. Maria Bruschi assiste cittadini e imprese nella tutela dei dati personali, nei ricorsi contro sanzioni amministrative e nelle controversie legate all’uso illegittimo della videosorveglianza.


 
 
 

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