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TELO MARE SUL SEDILE DELL’AUTO: UN GESTO COMUNE CHE PUÒ COSTARE CARO TRA MULTE E RISARCIMENTI RIDOTTI

  • Immagine del redattore: STUDIO LEGALE BRUSCHI
    STUDIO LEGALE BRUSCHI
  • 5 ago
  • Tempo di lettura: 4 min

Con l’arrivo dell’estate è frequente salire in auto ancora bagnati dopo una giornata al mare e stendere un telo di spugna sul sedile per evitare di sporcare la tappezzeria o di scottarsi. Un’abitudine apparentemente innocua che, secondo l’articolo allegato, può però avere conseguenze importanti sia sotto il profilo della sicurezza stradale sia sotto quello assicurativo. Pur non esistendo nel Codice della Strada una norma che vieti espressamente l’utilizzo del telo mare sul sedile, la sua presenza può compromettere il corretto funzionamento dei sistemi di ritenuta e di protezione passiva del veicolo, come cinture di sicurezza, sensori di postura e airbag. In caso di incidente, inoltre, se viene accertato che il telo abbia contribuito ad aggravare le lesioni riportate dal conducente o dal passeggero, il risarcimento del danno potrebbe essere ridotto in applicazione dell’art. 1227 c.c., relativo al concorso di colpa del danneggiato. Si tratta quindi di un comportamento che, pur non essendo vietato in modo espresso, può produrre conseguenze giuridiche rilevanti.

IL CODICE DELLA STRADA VIETA IL TELO MARE SUL SEDILE?

L’articolo chiarisce subito un punto importante.

Nel Codice della Strada non esiste una disposizione che vieti espressamente di guidare con un asciugamano o un telo mare steso sul sedile.

Questo significa che il semplice utilizzo del telo non costituisce automaticamente una violazione specifica prevista dalla normativa.

Tuttavia, l’assenza di un divieto espresso non implica che il comportamento sia privo di conseguenze sotto il profilo della sicurezza o della responsabilità civile.

PERCHÉ UN SEMPLICE ASCIUGAMANO PUÒ DIVENTARE PERICOLOSO

Il problema, secondo la fonte, riguarda il modo in cui sono progettati i sistemi di sicurezza dei veicoli.

Le cinture di sicurezza e gli airbag sono calibrati affinché il corpo venga trattenuto in una posizione ben precisa durante una frenata improvvisa o un urto.

L’interposizione di un telo liscio tra il corpo e il sedile può alterare questo equilibrio e favorire lo scivolamento del conducente o del passeggero al di sotto della cintura di sicurezza.

Non si tratta quindi di un problema legato al comfort, ma al corretto funzionamento dei dispositivi di protezione previsti dal costruttore.

IL FENOMENO DEL “SUBMARINING”

L’articolo descrive il fenomeno noto come submarining.

Durante un impatto, il bacino può scivolare sotto la fascia addominale della cintura anziché essere trattenuto nel punto previsto dal sistema di sicurezza.

Quando ciò accade, la cintura può comprimere direttamente l’addome invece delle ossa del bacino.

Secondo l’approfondimento, questa situazione può determinare lesioni particolarmente gravi agli organi interni, come fegato, milza o intestino, con il rischio di emorragie interne.

La funzione della cintura, infatti, è proprio quella di distribuire le forze dell’urto nelle aree del corpo maggiormente in grado di assorbirle.

ATTENZIONE ANCHE AI SENSORI E AGLI AIRBAG

Nelle automobili più moderne il sedile non rappresenta soltanto un supporto per il conducente.

Molti veicoli sono dotati di sensori di peso e di postura, utilizzati per regolare tempi e intensità di apertura degli airbag.

Secondo quanto riportato nell’articolo, la presenza di un telo tra il corpo e il sedile potrebbe alterare il funzionamento di tali sensori.

In alcuni casi ciò potrebbe determinare un’attivazione non corretta dell’airbag o comprometterne il funzionamento proprio nel momento dell’impatto.

SI RISCHIA UNA MULTA?

Pur mancando un divieto specifico relativo al telo mare, l’articolo evidenzia che un comportamento capace di compromettere la sicurezza della circolazione potrebbe comunque essere valutato alla luce dell’art. 141 del Codice della Strada.

Questa disposizione impone al conducente di mantenere costantemente il controllo del veicolo e di adottare comportamenti compatibili con la sicurezza propria e degli altri utenti della strada.

La fonte richiama quindi la possibilità che l’uso improprio di dispositivi o accessori che alterino la sicurezza di marcia possa assumere rilievo anche sotto il profilo sanzionatorio.

IL RISCHIO PIÙ IMPORTANTE È QUELLO ASSICURATIVO

Secondo l’approfondimento, le conseguenze più rilevanti possono però emergere dopo un incidente.

Qualora periti e medici legali accertino che la presenza del telo abbia contribuito a provocare oppure ad aggravare le lesioni riportate dagli occupanti del veicolo, la questione può incidere direttamente sul risarcimento del danno.

In questo caso entra in gioco l’art. 1227 c.c., che disciplina il concorso del fatto colposo del danneggiato.

Il comportamento della vittima può quindi essere valutato ai fini della determinazione dell’entità del risarcimento.

COSA PREVEDE L’ART. 1227 C.C.

L’articolo richiama il principio secondo cui il risarcimento può essere ridotto quando il comportamento del danneggiato abbia contribuito a causare o ad aggravare il danno subito.

Nel caso prospettato dalla fonte, se viene dimostrato che le lesioni agli organi interni siano state rese più gravi proprio dalla presenza del telo sul sedile, il risarcimento potrebbe essere ridotto proporzionalmente al contributo causale attribuito al comportamento della vittima.

La valutazione spetterà naturalmente agli accertamenti tecnici svolti nel singolo caso.

COME PROTEGGERE IL SEDILE SENZA COMPROMETTERE LA SICUREZZA

L’articolo propone anche alcune soluzioni pratiche.

Una possibilità consiste nel proteggere il sedile prima della partenza e rimuovere il telo immediatamente prima di iniziare la guida.

In alternativa possono essere utilizzati coprisedili tecnici progettati specificamente per l’impiego automobilistico, realizzati in modo da non interferire con il corretto funzionamento di cinture, sensori e airbag.

L’obiettivo è proteggere la tappezzeria senza compromettere i sistemi di sicurezza installati sul veicolo.

UN PICCOLO GESTO CHE PUÒ AVERE CONSEGUENZE IMPORTANTI

Il caso descritto dimostra come alcune abitudini quotidiane, apparentemente prive di rilievo, possano assumere importanza anche sotto il profilo giuridico.

L’assenza di un espresso divieto normativo non significa che un comportamento sia sempre irrilevante.

Quando un accessorio o un oggetto modifica il funzionamento dei dispositivi di sicurezza dell’automobile, le conseguenze possono riflettersi sia sulla valutazione della condotta del conducente sia sulla quantificazione dell’eventuale risarcimento.

Per questo motivo è opportuno prestare attenzione anche a gesti che vengono spesso considerati innocui.



 
 
 

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