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BANCA POPOLARE DI BARI: A RISCHIO MIGLIAIA DI RISPARMIATORI DA TUTELARE AL PIÙ PRESTO.

Aggiornato il: gen 13

Dopo i casi delle Popolari Venete e di Banca Carige, ecco balzare di nuovo alle cronache il rischio di default per una delle Banche più importanti del Meridione: Banca Popolare di Bari.

A farne le spese circa 69 mila soci azionisti, destinati a vedere a breve i propri investimenti azzerarsi nel loro valore. Insieme ad essi anche gli obbligazionisti subordinati ed i dipendenti della Banca, guidata da Vincenzo De Bustis.


Stando ai dati riportati in questi giorni dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, non c'è tempo da perdere.

Per evitare il rischio di rimanere con un pugno di mosche, è necessario che gli investitori procedano al più presto con una formale richiesta di risarcimento dei danni.

Infatti convergono a favore dei soci le prime decisioni dell’ACF, che hanno riconosciuto in capo alla Popolare barese varie condotte in violazione di legge, tra cui: violazione degli obblighi informativi ai clienti, errata valutazione e mancata informazione sul rischio di acquisto dei titoli, mancata diversificazione dell’investimento.


Riassumiamo ora per sommi capi la situazione, per chi ancora non la conoscesse.


La chiusura di bilancio 2018 ha visto Banca Popolare di Bari perdere ben oltre 400 milioni di euro in pochi mesi.

Il 13 dicembre 2019 PopBari è stata commissariata da Bankitalia e congelata la presentazione del nuovo bilancio.

La Popolare non è stata al momento messa in Liquidazione Coatta Amministrativa e questo comporta che i soci (azionisti ed obbligazionisti) non possano per il momento accedere al FIR rispettivamente al 30% e 95% (in ogni caso concesso solamente per le banche poste in LCA tra il 16.11.2015 ed il 1.1.2018). Sul punto si attende nei prossimi giorni una decisione del Governo sull’estensione di accesso al predetto indennizzo.

Tra il 15 ed il 16 dicembre scorso il Governo ha stanziato ben 900 milioni di euro (provenienti dalle tasche dei contribuenti) a favore del salvataggio della Banca.

Salvataggio cercato anche attraverso una manovra ponte per300/500 milioni di euro attesa entro fine anno 2019 o fine gennaio 2020, che verranno stanziati direttamente dal Fitd (Fondo interbancario di Tutela dei Depositi), a fronte di una necessaria ricapitalizzazione della Popolare che si aggirerebbe intorno al miliardo di euro, onde evitare il crack.

Ad aiutare i risparmiatori con una iniezione patrimoniale per il rilancio della Banca scende in campo anche Mediocredito centrale (MCC), società controllata da Invitalia.


Frattanto la Procura di Bari ha aperto numerosi fascicoli d’indagine, soprattutto per sospetto bilanci truccati, iscrivendo nel registro degli indagati l’ex Presidente Jacobini.


Lo Studio Legale MB & Partners, con l’avv. Maria Bruschi, sta già seguendo numerosi casi ed aiutando molti risparmiatori, a fronte di pluriennale esperienza in ambito bancario e finanziario e come già avvenuto per i risparmiatori delle due Banche Venete.


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